L’agente di Pogacar Alex Carera lancia una proposta «anti UAE»: “Bisogna mettere un numero massimo di gare per le World Tour”

Alex Carera, da agente di Tadej Pogacar, ha esperienza da vendere nel mondo del ciclismo. In questi anni ha accompagnato il campione sloveno nella crescita personale e sportiva, affiancandolo nelle scelte di contratto, pensando anche al suo benessere mentale. Il manager, tra i più famosi al mondo nel ciclismo, tuttavia ha delle idee chiare sul suo sport: alcune di queste vanno in contrasto, probabilmente, con gli interessi dell’UAE Team Emirates-XRG, squadra del suo corridore più prestigioso. In questi giorni Carera ha pubblicato sul suo profilo Instagram un post molto commentato il cui interesse, va subito specificato, è di salvaguardare le squadre Professional, non certo penalizzare il team che ha dominato la stagione 2025, che peraltro non è mai nemmeno citato.

L’agente di Pogacar ha scritto così sul suo profilo Instagram: “È arrivato il momento di agire. Agire in fretta. Una fuga di alcuni sponsor in questo 2025 anche se per motivi diversi. Cosa fare? Non esiste una sola soluzione ma personalmente avrei 2 idee per generare interesse verso i team PROTEAM. Questi team sono la base del ciclismo professionistico. Dobbiamo creare un calendario ad hoc per questa categoria (in modo tale offrire visibilità garantita agli sponsor) e fissare un numero massimo di gare 1.1 e 2.1 a cui possono partecipare le squadre WorldTour”.

Alex Carera spiega quindi: “Così facendo le vittorie sono più distribuite creando entusiasmo e la classifica UCI TEAM RANKING è più corretta (oltre che dare spazio alle DEVO) perché ogni squadra partecipa allo stesso numero di competizioni durante l’anno. I PROTEAM di successo saranno futuri team WT come già successo con Alpecin-Deceuncink, Uno X e Tudor. Il ciclismo è uno sport unico ma deve guardare al futuro”.

È evidente che un cambio di regolamento di questo tipo penalizzerebbe una squadra come la UAE Team Emirates-XRG, che quest’anno ha raggiunto la quota di 95 successi e vedrebbe limitato il numero di gare a cui potrebbe partecipare. Ma è altrettanto evidente che squadre più piccole ne gioverebbero, avendo più possibilità di cercare la vittoria e quindi di ottenere la visibilità. La decisione sul tema, ovviamente, spetta solo all’UCI, che dovrà valutare se prendere in considerazione questa proposta.

 

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